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Ebbene sì, a casa non ci si arriva mai….
Abbiamo appena finito di montare la vetrinetta (finalmente ci siamo riusciti!!!) e il giorno seguente siamo partiti, abbandonando la nostra casa per 3 mesi.
In questo momento siamo a Londra, non capisco ancora come ci siamo finiti, è inizato tutto quasi per scherzo, ma or ha imparato che non devo mai prendere sul serio mio marito! Infatti quando mi ha detto, sai, c’è la possibilità che per la borsa di studio di Milano (che all’epoca non sapeva ancor adi avere vinto) debba andare 3 mesi in una città europea a fare ricerca, non è che potresti guardare se trovi qualcosa da fare anche tu in giro per 3 mesi? così quest’estate possiamo andare via assieme.
eh, come già detto io mi sono mossa, ho torvato una prof. che mi facesse fare ricerca a Londra per 3 mesi, e mio marito non è riuscito a fare nulla con la sua borsa di studio! Così adesso siamo qui, io a lavorare, lui a fare su e giù dall’Italia tra campi scout, e conferenze. Per fortuna qui ha trovato un posticino dove studiare, l’hanno perso per 2 mesi, così almeno tutto agosto stiamo assieme, poi naturalmente mentre io torno in Italia lui torna a Londra…. ma cosa ci volete fare, in fondo il matrimonio non doveva aiutare a non rincorrerci più???
Beh, ormai ci siamo abituati.
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Rieccoci qua!
La fatica (perchè vi assicuro che oltre l’immensa gioia e i momenti bellissimi e intensissimi, è stata anche una grande fatica) del matrimonio non ci ha certo fatto perdere la voglia di raccontarci!
Il matrimonio è stato qualcosa di stupendo, da lasciare senza parole! Il pomeriggio più lungo della mia vita, in cui le ore non passavano mai, e quegli ultimi km fino a Casumaro erano interminabili!
Tutto per trovarmi a condividere con un sacco di persone a cui voglio bene, uno dei momenti più importanti della mia vita, della nostra vita.
La serenità del Don, i miei lupetti che facevano casino sull’altare scherzando tra di loro, il coro veramente stupendo (ragazzi non finirò mai di ringraziarvi!), e l’uomo della mia vita accanto.
E’ stato veramente strano, visto la mia indole (della serie mi emoziono guardando Candy Candy) pensavo di piangere dall’inizio alla fine, di non riuscire a parlare, e invece ero così serena, c’era un’atmosfera troppo bella attorno, ero (e sono ancora ora) troppo felice!
Festa interminabile ma veramente bella, con amici quotidiani e lontani, che ci hanno accompagnato per un po’ della nostra vita (e speriamo ci accompagnino ancora)! ma veramente interminabile! I tacchi hanno retto fino a mezzanotte e poi, ballare a piedi nudi è una cosa favolosa!!!
Poi il viaggio di nozze, un paese meraviglioso, che ci ha permesso di vivere in un piccolo villaggio senza interferire troppo con la vita quotidiana dei pescatori. Per nostra fortuna non c’è stato troppo sole (altrimenti altro che aragosta!) ma il caldo non è certo mancato, i 30° erano generalmente una buona media! Qualche acquazzone di 5 minuti (incredibilmente caldo anche quello!) e tanta tanta tranquillità!
Ci voleva, dormire, passeggiare, mangiare (tanto e troppo bene visto che Ali ha fatto 13 anni il cuoco in Italia) e leggere, una vacanza che non facevamo da una vita!
Poi il rientro a casa… diciamo che il ritardo di 4 ore dell’aereo con tutte le sue conseguenze (notte in più a Roma) e gli scatoloni disseminati per tutta casa, non sono stati certo il massimo della vita, ma ora la musica è veramente cambiata!
Dopo un po’ di alti e bassi delle prime settimana, in cui vi assicuro che mescolare due stili di vita perdippiù in una casa già vissuta, non è per niente facile, ora va tutto molto meglio! La casa può essere chiamata tale (anche se qualcun altro lo sosteneva anche prima), cerchiamo di venirci incontro chi facendo il letto (Lui), che non rimettendo in ordine la scrivania ogni 5 minuti (io), e la nostra vita assieme è iniziata.
E’ strano, veramente strano, soprattutto per me, un po’ mi mancano gli amici con cui andare a prendere un caffè se ho voglia di fare 2 chiacchiere, con cui fare spesa ogni tanto… certo ci sono anche qui, ma non sono proprio la stessa cosa, non ci conosciamo ancora tanto, troppo poche le esperienze assieme… In compenso non possono certo riuscire a mancarmi i miei genitori, che imperterriti (e dirò che mi fa solo piacere) chiamano, vengono a pranzo, ci chiamano a cena…
Beh, piano piano, questa vita sta diventando la nostra, e per questo devo ancora ringraziare un sacco di persone, prima di tutti mio marito, che non so ancora come sia riuscito a chiedermi di sposarlo!
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Non penso sia ancora disciplina olimpica, sicuramente gode di un seguito indiscutibile tra chi ci è vicino: il puzzling.
Lo sport ha poche regole e molto semplici:
1- ci si divide in due squadre : la Massa ed i Capri Espiatori. non ci sono limiti di numero, ma la M deve essere abbondamente più numerosa dei CE
2- si assegna ai CE un compito qualsiasi
3- la Massa ha come obiettivo quello di impedire ai CE di ultimare il loro compito.
Senza rendercene conto io e Lei ci siamo trovati in una partita di Puzzling, solamente che eravamo nel ruolo di CE con l’obiettivo assurdo di arrivare al 20 ottobre sani e salvi.
L’ultima di oggi è la discesa in campo della coordinatrice del corso di dottorato. ella con fare soave mi comunica che la deadline per la consegna della tesi di dottorato è stata posticipata al 25 ottobre, in concomitanza con il collegio docenti. Ho fatto in tempo a svenire prima di rendermi conto che non dovevo essere presente al collegio docenti e quindi che rimanevo libero di consegnare la tesi prima della scadenza.
Cinque minuti di terrore…. a cui si sono sommati altri mille piccoli dettagli e problemi che però potevano essere risolti a distanza (non da ultimo la lettera di presentazione del collegio docenti da consegnare tra il 26 ed il 31 ottobre in segreteria: per fortuna accettano anche controfigure).
Ora torno alla tesi, così evito di collaborare con la Massa e cerco di dare qualche chance ai Capri Espiatori, per la vittoria di questa partita…
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La domanda rientra nel non-sense all’italiana. E’ una versione carina del “ti disturbo?”, sarebbe possibile rispondere “Sì, ho le mie cose” ma poi il bon-ton (di cui sono un attento culture) impedisce di essere così diretti.
La domanda comunque mi fa sempre ridere sotto i baffi. Che risposte sensate si possono dare?
1- procedono
2- non procedono
3- non ci sposiamo più
Evitando la terza ipotesi (tertium non datur) rimangono in piedi le prime due, ma la vincente è sempre la prima.
Quindi i preparativi procedono (sempre e comunque, anche dopo il matrimonio)
[cfr. post Lei di ieri].
Nel nostro caso la mia risposta salomonica (nonchè assai veritiera) è sempre la medesima:
“Ho finito il capitolo 4, mi mancano solo le conclusioni”.
Chi mi conosce (e quindi tutti quelli che mi fanno la domanda) sanno che mi riferisco alla mia tesi di dottorato.
La faccia “puzzled” è comprensibile, ma rimane il fatto che i miei preparativi principali riguardano la tesi:
sto facendo di tutto per evitare di andare in viaggio di nozze con la tesi, e vi assicuro che anticipare la consegna dal 30 ottobre al 15 ottobre non è semplicissimo.
Quindi fino a quando non consegnerò la tesi….i preparativi procederanno in quest’ordine:
16 settembre: consegna capitolo 1,2,3 in versione semidefinitiva al secondo supervisore
31 settembre: consegna conclusioni al Prof
15: ottobre consegna tesi al Collegio docenti
17: ottobre consegna tesi in segreteria
e speriamo bene.
Se si esclude quello che ho appena detto gli altri preparativi vanno a gonfie vele:
1- consegna partecipazioni (quasi ultimate): siamo a quota 200 inviti con un buon 300 presenze
…speriamo qualcuno si perda lungo la strada, la chiesa più di 250 non ne tiene
2- ristorante/menu: scelta anche la torta…manca solo capire come fare a cucinare senza cucina (dettagli)
3- vestito della sposa, fedi, (vedi post Lei) e vestito dello sposo (tutto ok).
4- acconciature Lei non so, io domani mi do una bella segata ai capelli così’ il 18 passo dal barbiere a dare una pareggiata e siamo bellecheaposto
5- viaggio di nozze (prenotato – monsone incluso)
mancano proprio quisquiglie come il trasloco, l’arredamento, i libretti della messa (ma siamo già in fase di editing), le bomboniere e riuscire a gestire 150 invitati da mezza italia….
a questo proposito due pubblici ringraziamenti:
- a Lauretta che è riuscita a mettere il matrimonio tra un mese a Lisbona e due anni in Africa
- a Jess che vince il premio longest-trip dall’australia, seguito a ruota da mamma Cheryl dall’Ohio e Valentina da NY
- menzione d’onore a Luca e Jime dalla Spagna, battutti a livello di tempo di percorrenza da Ciccio e Arianna da Roma
anche se Raffale dalla Puglia ci insegna cosa vuol dire viaggiare…..
un grazie a tutti per la presenza
un saluto
Lui
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Che bello, i giorni passano… e le cose da fare rimangono! ;-P
Ma penso che il bello sia anche farle piano piano ma serenamente.
Per quanto mi riguarda ho affidato il vestito in mano alla sarta, giovedì andrò a ordinare le scarpe, martedì i fiori e sabato le fedi. Insomma tutto fatto.
Mancano alcune cose in casa, ma per quelle c’è tempo anche dopo direi.
Unica grande preoccupazione, soprattutto perchè è il primo che faccio nella mia vita… IL TRASLOCO! non so proprio dove farò stare tutte le mie cose, che magicamente si moltiplicano di giorno in giorno! beh, mia madre avrà una scusa in più perchè torni a trovarla…
Questo mese è fantastico, a parte che col lavoro e l’università non faccio che studiare e rimane poco tempo per altro, però c’è anche un sacco di gente che si sposa. L’altra sera sono andata all’addio al nubilato di un’amica che si sposa il 30 settembre, nulla di speciale, una cena tra amiche e colleghe di lavoro, ma lei era così bella, solare, contenta e agitatissima! Trasmette proprio una bella sensazione! Chissà se anche io farò lo stesso!
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Lei:
Da un po’ di tempo ormai siamo assenti, ma anche noi andiamo in vacanza! o meglio, andiamo ai campi scout! beh, direi che per quest’anno le nostre vacanze sono state queste, con una degna conclusione in montagna, dove stiamo però studiando dalla mattina alla sera (e purtroppo non esagero).
Ma nonostante il tempo vacanziero, le decisioni continuano. Finalmente abbiamo prenotato il viaggio di Nozze!!! I viaggi solidali (guardate il sito, potrete trovare tante cose carine! www.viaggisolidali.it) ci porteranno alle Maldive, dal 22 al 30 ottobre (ma purtroppo con la mente io sono già là!)
Altri piccoli giri sono stati fatti e … inizia il lungo vagare per la consegna delle partecipazioni… personalmente penso che l’ultima la consegnerò il 19 ottobre se continua così, soprattutto per la dispersione geografica delle persone a me care.
L’unica mancanza è una decisione stabile, ovvero che duri più di 2 giorni di seguito, su dove abitare e come arredare casa, ma un tetto c’è e il resto verrà da sè!?!?!
Lui:
Mai andare in vacanza con tuo padre che si appresta a rimettere mano a casa (!) potresti tornare dopo una settimana e trovarti un bagno in più, andare via un’altra settimana e scoprire che il tuo soffitto è stato divelto per permettere la posa del pavimento del IV piano…. AIUTO. Siamo ormai a Gemona da 15 giorni e non so esattamente cosa aspettarmi, da cui nasce il dubbio tra III e IV piano. Il III vince come comfort, il IV come privacy dal B&B….
Vedremo cosa avrà fatto Angelino nel frattempo!
Sul tema arredamento non ci metto più becco, qualsiasi cosa io possa dire si ritorce contro di me… perché non so parlare! Se pensate ad un letto vi sembra ovvio che non sia sto gran lavoro doverlo comprare, in realtà sottovalutate le infinite variabili che lo compongono al di là dell’estetica: altezza, presenza o meno di pediera, presenza o meno di bordi sui lati, altezza della testiera (devo ancora trovare, aimè, uno senza oltre al mitico letto disegnato dal Mon C per il mio B&B) …ecc. ecc.
Tutto questo per dirvi che navighiamo in alto mare anche dopo essere già andati da diversi mobilifici: due a Cento, due a Gemona e perfino da “mamma Ikea” versione bolognese.
Sto weekend ci aspettano almeno altre due giornate di shopping sfrenato di cui una (aimè) di domenica, ma del resto tra tesi, viaggio a Barcellona e Gemona abbiamo finito i giorni disponibili!
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Che cosa assurda, sono due mesi che parliamo di un sacco di cose, tra telefonate e altro, senza mai concludere un gran chè, e poi bastano due giorni assieme, dopo una visita al Don, per farci prendere le decisioni a cuor sereno.
E’ bastato un week-end, ora il menù è deciso (a parte quanche piccola cosa ma nulla di difficile), la sala è a posto, e abbiamo persino deciso come arredare la casa…
Solo un po’ di tempo a quattrocchi, senza un telefono di mezzo e sempre mille altre cose da fare, ecco cosa ci voleva.
Sono proprio felice, di cose da fare ce ne sono ancora un bel po’ è vero, ma ora sono felice, dopo questo fine settimana ristoratore (anche se per alcune cose il mio tesoro non sarebbe d’accordo! ;-P)
L’unica paura è che tutte queste cose, solo molto materiali, a volte ci (Mi è in realtà la parola adatta) portino lontano dalle cose importanti, dal perchè delle nostre scelte, dal perchè del nostro matrimonio… per fortuna però ci sono cari amici che ci portano nel cuore e coi piedi per terra!
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Il mondo, come sempre, si divide in due:
quelli che ben pensano e quelli che pensano non tanto bene.
Non so ancora quale dei due tipi sia il migliore, né in quale io vada a ricadere. So per certo, comunque, che questa classificazione “è significativa” …..
Come tutti sanno il matrimonio è (per fortuna o per malaugurata sorte) cosa pubblica… Se fosse pubblico per i suoi esiti ed i suoi valori saremmo tutti felici, invece esso è pubblico perché tutti sono coinvolti o auto-coinvolgenti. La sindrome “sessasanta milioni di CT per una nazionale” presto colpisce tutto l’entourage amicale/familiare così che li sposi si ritrovano ad avere non solo due padri e due madri, ma un numero variabile tendente all’infinito di genitori.
Quel che è peggio è che tutti danno consigli:“Ma NO! Fai quello che vuoi…ma secondo me sarebbe il caso….”
Di stare in silenzio e lasciare che la tanto agoniata pace riempia i nostri cuori, il nostro mondo, il nostro universo.
Ultimo delirio che devo affrontate è taglio & cucito: il primo si riferisce ai capelli, il secondo al vestito. Una volta tanto non c’entra la sostenibilità, né l’essenzialità (se non marginalmente). Vi starete chiedendo cosa c’entrino i capelli ed il vestito a quattro mesi dal matrimonio….e me lo chiedo anche io. Molti invece mi chiedono cosa intendo fare, fanno cioè pressing.
- VESTITO: “ma come non userai davvero lo stesso vestito della laurea?” In realtà è successo il contrario: ho comprato il vestito del matrimonio 4 anni fa (sapete com’è c’era la Roby) …che poi ho usato per alcune ricorrenze. Il vestito per chi non se lo ricordasse era spudoratamente da cerimonia e quindi ci sta a pennello ! Poi detto da noi sto che sono un figurino … e soprattutto ho l’appoggio della Maga. Infatti l’unica cosa che mi ha chiesto la Circe è quella di supervisionare alla mia estetica matrimoniale. A questo proposito un nota bene. Quanto comprai il vestito la commessa mi spiegò che (1) non era adatto ad una laurea anche se ci poteva stare … ma senza cravatta, (2)era adatto solo ai matrimoni ed in special modo ai testiomoni di nozze. Ho così scoperto che lo sposo veste in blu ed i testimoni in nero. Mi scuso se sovverto la tradizione e utilizzo un più onesto nero per il mio matrimonio.
- CAPELLI: “non mi vuoi coi Dread?” Quando ho realizzato che in due anni di fidanzamento ho commesso il più grande errore che uomo possa commettere mi sarei mangiato le mani. Come si fa a non cambiare pettinatura per due anni? Poi la morosa si abitua…e non puoi traumatizzarla il giorno delle nozze. Cavolo né dread, né capelli corti. Un diktat! A questo si aggiunga il mio dolcissimo padre che non ha problemi con i capelli lunghi… basta che siano tenuti sciolti! (perché non fa caldo!)
Ho così optato per un taglio del problema alla radice. Mi scuso con il mondo e soprattutto con Lei, ma dopo aver mantenuto un’ottima bronchite per un mese a causa del tempo di asciugatura della mia scavia…ho deciso che la salute veniva prima dell’estetica.
Volendo poi dare un po’ di spessore a queste scelte si potrebbero anche fare due sottolineature: primo la fuoriscita dal mercato matrimoniale per quanto riguarda gli abiti, secondo il risparmio in risorse energetiche per il lavaggio della testa (meno acqua, meno shampoo, meno tempo, meno farmaci de-costipanti…). Insomma due ottime decisioni: quando si dice che etica & convenienza non vanno d’accordo e perché non si riesce a convincere una delle due…
Quindi buon vestito & buon taglio a tutti
Pubblicato in forcola | 6 Commenti »
Il problema del viaggio è un problema di eticità (come di tutto)
non vorrei fare lo scoutbano dedito all’essenzialità ma si sa che certe soluzioni mi urtano lo stomaco
(colpa probabilmente della Jamaica e dei turisti statunitensi).
Ho quindi cercato nell’universo mondo e ho trovato cose molto interessanti soprattutto all’estero (comprese le Maldive) . Rimango dell’idea che l’Italia per 7/10 gg di vacanza sia sempre la cosa migliore ma capisco che per molti vale l’equazione
viaggio di nozze = viaggio di una vita
La colpa, ancora una volta, è della Giamaica: dopo un viaggio di un anno faccio fatica a dare la possibilità ad un altro paese di colpirmi e imprimersi nel mio DNA. Sono cosciente che un conto è avere 16 anni in “the land we love”, ed un conto è andare in giro da 28enne con una bellissima Lei a mio fianco… eppure stento ancora.
Il meglio che ho trovato è quindi in Italia: un agriturismo fichissimo chiamato MULINO di Culmolle (consigliatomi dalla Ceci e a due passi da Santa Sofia nelle mitiche foresti casentinesi).
In seconda battuta una serie infinita di proposte di turismo Responsabile:
turismo che?
L’idea centrale è che “Il settore turistico dà lavoro, direttamente o indirettamente, a milioni di persone; il flusso degli spostamenti, degli investimenti e dei benefici economici del turismo è molto squilibrato in favore dei paesi ricchi del Nord. In un contesto simile, il turismo nei paesi del Sud del mondo può offrire benefici: per esempio può creare reddito e occupazione nei paesi visitati, può favorire relazioni tra popoli e culture talvolta molto differenti. Al tempo stesso però esso è contraddittorio: in seguito al contatto con i turisti, i paesi e i popoli visitati vedono trasformarsi le proprie culture, le proprie abitudini, le identità più profonde. I turisti rischiano di dormire, mangiare e spostarsi senza entrare in contatto con la realtà locale alla ricerca solo di vedere confermate le immagini televisive o dei cataloghi conosciute prima della partenza. Occorre dunque pensare a modi innovativi e sostenibili per viaggiare, senza compromettere il patrimonio ambientale, culturale e sociale del territorio che si visita e cercando anzi di salvaguardare quelle risorse per le generazioni future. Una delle alternative possibili è il turismo responsabile: un viaggiare che privilegia lo scambio con le popolazioni del paese di destinazione e l’esperienza umana dell’incontro, che favorisce una reale crescita economica per le comunità locali, che diventano partner nella ideazione e gestione dei viaggi. [...] Tutti i viaggi di turismo responsabile si ispirano a equità economica, tolleranza, rispetto, conoscenza, incontro. Vogliono essere un modo per rilanciare le economie dei paesi di destinazione, creando rapporti economici equi e paritari con i partner locali, di cui si sostiene anche la crescita professionale. L’incontro con le popolazioni locali è un momento centrale dell’esperienza, un’occasione di confronto e di conoscenza tra abitudini e tradizioni differenti, nonostante i limiti di risorse e di tempo (le ferie) e la difficoltà nel mettere in discussione il proprio sistema di valori e le proprie abitudini. Viaggiare può essere comunque l’opportunità di provare a capire una cultura diversa dalla propria e di entrare in contatto con la realtà sociale di un paese, senza nascondere le difficoltà e talvolta anche i drammi che vivono alcuni popoli, anzi provando a condividere –anche solo parzialmente- le loro speranze di cambiamento. Viaggiare è iniziare una relazione che continua, che non si esaurisce nelle due o tre settimane di ferie all’anno. Tutto questo senza trascurare il lato più propriamente turistico dell’esperienza: conoscere un nuovo paese significa anche visitare siti archeologici, camminare nella foresta, visitare città e mercati.
I [...] viaggi generalmente prevedono la presenza di un accompagnatore che funge soprattutto da mediatore culturale e punto di riferimento per il gruppo, ma che non è un accompagnatore professionista. Altra peculiarità è l’utilizzo, per il pernottamento, di case private, ostelli, pensioni ed alberghi a conduzione familiari, comunque sempre sistemazioni dignitose e accoglienti. Può capitare -soprattutto se il viaggio prevede qualche giorno di permanenza in comunità indigene- di pernottare in condizioni non comodissime, ad esempio non è possibile garantire sempre il bagno in camera o l’acqua calda tutti i giorni. Questo tipo di viaggi richiede un approccio particolare di apertura a ciò che è nuovo e diverso; occorre forse lasciare da parte alcuni luoghi comuni e ricordare che -come in qualsiasi vero viaggio possono esserci imprevisti, inconvenienti, difficoltà. Si richiede quindi una capacità di adattamento probabilmente superiore a quella di un viaggio“tradizionale” [http://www.planetviaggi.it/pdf/Cat2007.pdf]
Detto questo il problema è: ma sono viaggi adatti a due novelli sposi?
Non avendo la risposta, posso anche andarmene a casa.
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